L’abbigliamento ad alta visibilità consiste in tutti gli indumenti protettivi che devono essere utilizzati quando si rende necessario segnalare la presenza del lavoratore.

 

L’abbigliamento ad alta visibilità è considerato un Dispositivo di Protezione Individuale, per questo, è obbligatorio per legge, sia durante le ore del giorno, che della notte, per tutta una serie di settori lavorativi, nei quali i lavoratori operano rischiando di non essere ben visibili: è il caso, ad esempio di chi lavora in cantieri, vicino a strade e autostrade, ma anche in aeroporti e nell’edilizia

 

Tutte queste categorie di lavoratori dovranno indossare un abbigliamento che, grazie all’inserto su indumenti come giacche, gilet e pantaloni, di strisce catarifrangenti, sfrutterà la luce dei veicoli per renderli visibili in ogni condizione di luce.

 

La Normativa a disciplina dell’abbigliamento alta visibilità

 

Come abbiamo detto, l’abbigliamento ad alta visibilità è obbligatorio per legge in molti settori: con questo si intende che deve ottenere la certificazione secondo la Normativa EN ISO 20471:2017. Questa Norma disciplina i requisiti minimi che l’abbigliamento ad alta visibilità deve possedere al fine di segnalare, nelle varie condizioni di luce, la presenza del lavoratore.

 

Nella Norma EN 2047:2017 l’abbigliamento ad alta visibilità viene diviso in tre classi di sicurezza, costruite dando precise indicazioni sulla misura di quanto materiale fluorescente, cioè quello utilizzato per la luce del giorno, e quanto materiale retroriflettente, utilizzato, invece per la luce dei fari delle vetture di notte, devono possedere gli indumenti ad alta visibilità.

 

Le tre classi di sicurezza stabilite dalla Norma, sono ovviamente costruite in relazione al rischio al quale è esposto il lavoratore, che più sarà alto e più necessiterà di una ampia superficie di materiale fluorescente e retroriflettente, al fine di garantire la massima visibilità dell’operatore, durante il corso di tutta la giornata.

 

La norma EN ISO 20471:2017 va a inglobare e sostituire gli standard che erano precedentemente disciplinati dalla normativa EN ISO 20471:2013 ed ha aggiunto a questa delle novità, tra le quali, appunto, ci sono le tre classi di sicurezza citate.

 

La Classe 1 di sicurezza dell’abbigliamento ad alta visibilità include indumenti come i gilet e i pantaloni ad alta visibilità. E’ stato stabilito che l’abbigliamento che rientra in questa classe debba essere costruito con 2 metri di nastro riflettente di larghezza 5 cm, di 0,14 m2 di fondo fluorescente e 0,10 m2 di materiale retroriflettente.

L’abbigliamento della Classe 1 si riferisce quindi a lavoratori che sono esposti a bassi rischi, come quelli che lavorano vicino a strade private in cui potrebbero passare veicoli, che però viaggeranno a una velocità massima di 30Km/h.

L’abbigliamento di Classe 1 deve comunque garantire che, sia nelle ore diurne che nelle ore notturne, il lavoratore risulti sempre ben visibile nel suo profilo completo.

 

La Classe 2 di sicurezza dell’abbigliamento ad alta visibilità include indumenti come gilet, pettorine, tuniche e pantaloni ad alta visibilità. E’ stato stabilito che l’abbigliamento che rientra in questa classe debba essere costruito con 2,6 metri di nastro riflettente di larghezza  cm, 0,5 m2 di fondo fluorescente e di 0,13 ,2 di materiale retroriflettente.

L’abbigliamento di classe 2 è riferito a lavoratori che corrono un medio rischio di incorrere in pericoli relativi alla visibilità, quindi soprattutto lavoratori che operano in prossimità di strade urbane ed extraurbane, dove i veicoli circolano a velocità sostenute, fino a un massimo di 60Km/h.

Anche in questo caso l’abbigliamento ad alta visibilità deve permettere al lavoratore di essere identificabile nella sua interezza durante tutte le ore del giorno, sia la mattina che la notte.

 

 

La Classe 3 di sicurezza dell’abbigliamento ad alta visibilità pone l’obbligo di coprire, con materiale che garantisca un’elevata visibilità, il tronco del lavoratore, ma anche le maniche e i pantaloni. E’ stato stabilito che l’abbigliamento che rientra in questa classe debba essere costruito con nastro riflettente di 4 metri, largo 5 cm, di 0,8 m2 di fondo fluorescente e 0,2 m2 di tessuto retroriflettente.

Dalla superficie di materiale che aumenta la visibilità, si comprende, di conseguenza, che questa Classe si riferisce a quei lavoratori che si trovano più a rischio di incorrere in pericoli, come chi opera in prossimità di strade urbane, extraurbane e, soprattutto, autostrade e aeroporti, dove i veicoli viaggiano a velocità superiori ai 60 Km/h.

L’abbigliamento ad alta visibilità di Classe 3 deve quindi avere una elevata qualità, dati i gravi rischi corsi dal lavoratore.

Quando si deve soddisfare la Classe 3 di sicurezza, nell’abbigliamento di protezione, si possono anche combinare tra di loro indumenti appartenenti ad altre categorie: questo vuol dire che, se il lavoratore abbina una giacca e un pantalone di Classe 2, saranno considerati come di Classe 3.

 

La Norma EN 20471:2017 impone, inoltre, che tutto l’abbigliamento ad alta visibilità rispetti e soddisfi i requisiti di marcatura disciplinati dalla Norma ISO 13688: questa Norma disciplina tutte le prestazioni e i requisiti che devono possedere i Dispositivi di Protezione Individuale Antinfortunistici. La Norma va anche a impostare l’obbligo, per questo abbigliamento, di riportare il simbolo ISO 7000-2419, che identifica gli indumenti ad alta visibilità.