Che cos’è l’imbracatura?

Quando si sente parlare di D.P.I, quindi di dispositivi di protezione individuali, spesso si fa confusione sulla loro reale funzione. Eppure alcuni di questi dispositivi vengono utilizzati ogni giorno per svolgere azioni di normale quotidianità. Questo non è certo il caso delle imbracature, o impropriamente imbragature. L’imbracatura può essere definita come un vero e proprio indumento. Si tratta, nello specifico, di un dispositivo di protezione individuale costituito da larghe cinture di stoffa collegate tra loro, dette “brache”, che permettono all’utente di svolgere tutte le manovre in sicurezza. L’imbracatura è uno strumento di protezione che evita i danni corporali in caso di caduta.
Praticamente il suo scopo è quello di salvaguardare l’utente durante lo svolgimento di lavori in cui c’è il rischio di caduta.
L’imbracatura è utilizzata per varie attività, da quella sportiva a quella lavorativa. Ad esempio, in ambito sportivo, possiamo notarla nell’arrampicata o alpinismo. Quest’ultimo è un chiaro esempio di come, anche per attività rischiose, questo strumento è di fondamentale importanza ma soprattutto efficace.
Infatti, l’imbracatura, è obbligatoria ogni qual volta, pur essendo già state adottate tutte le misure tecniche di prevenzione, resta un minimo rischio residuo di caduta dall’alto.
Essendo un DPI utile a salvaguardare l’utente dai rischi di morte o di lesioni gravi, appartiene alla terza categoria, quindi a quella categoria che racchiude tutti i dispostivi che rappresentano il massimo livello di protezione. Per tale motivo è necessario essere informati ma soprattutto formati.
Ogni imbracatura è realizzata da materiale resistenti. Le bretelle, così si chiamano i nastri che formano l’imbracatura, sono creati con fibre tessili resistenti a vari fenomeni atmosferici e non provocano l’invecchiamento dello strumento stesso.
Tutta la composizione dell’imbracatura deve essere resistente in ogni sua parte

Direttiva europea

Il consiglio delle comunità europee ha disciplinato e fornito orientamenti generali. Esiste un’apposita commissione europea che, dopo aver analizzato i decreti in questione, pubblica norme riguardanti i d.p.i sulla Gazzetta ufficiale della comunità Europea. Tale commissione ha anche un potere di controllo sui vari produttori e sulle richieste pervenute.
Sono proprio i costruttori, dei vari d.p.i., che sottopongono i propri modelli e tutta la relativa documentazione a tale commissione. Attraversoqueste procedure si riesce ad avere un controllo e una verifica certificata. Infatti questi strumenti devono essere del tipo “CE”. Solo dopo aver effettuato i vari controlli rilasciano i rispettivi attestati del tipo “CE”. Il titolare della richiesta, quindi il produttore, deve garantire che il processo di costruzione deve essere omogeneo (Art. 11 della direttiva 89/686/CEE) e che tutti i d.p.i creati saranno conformi al modello presentato e, quindi, approvato.
Di seguito le principali norme che disciplinano le protezioni anticaduta:
EN 341 Discensori
EN 353-2 Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio flessibile
EN 354 Cordini
EN 355 Assorbitori di energia
EN 358 Cinture e cordini di posizionamento sul lavoro
EN 360 Dispositivo anticaduta retrattile
EN 361 Imbracatura
EN 362 Connettori
EN 363 Sistemi di arresto caduta
EN 365 Requisiti generali per le istruzioni per l’uso, la manutenzione, l’ispezione periodica, la riparazione, la marcatura e l’imballaggio
EN 795 Dispositivi di ancoraggio – requisiti e prove

È importante citare due direttive che disciplinano i Dispositivi di Protezione Individuali:

 - la direttiva 89/686/CEE che stabilisce condizioni comuni di commercializzazione del DPI e la libera circolazione nell’Unione Europea
Questa direttiva regola principalmente la procedura di fabbricazione dei prodotti, le condizioni di commercializzazione e di come i Paesi membri possono applicarle tali condizioni ma soprattutto disciplina la libera circolazione.
All’interno della stessa troviamo anche le varie regole generali di come deve essere prodotto un d.p.i. e le procedure di certificazione degli stessi che avvengono in base a tre livelli:
• Categoria 1 – rischi leggeri
 • Categoria 2 – rischi di lesione (esami del tipo obbligatori)
• Categoria 3 – rischi mortali (esami del tipo obbligatorio e controllo qualità ISO 9000)
I DPI, in questo caso anche l’imbracatura, che hanno lo scopo di proteggere gli utenti da eventuali pericolo di caduta dall’alto fanno parte della Categoria 3 “protezioni contro pericoli mortali o che possono nuocere gravemente e in modo irreversibile alla salute o cui effetti non possono essere percepiti a tempo debito”.

- la direttiva speciale 89/656/CEE che stabilisce i requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’utilizzo del DPI da parte dei professionisti che eseguono lavori in quota.
Questa direttiva regola le condizioni di un corretto utilizzo del DPI e di come il suo ottimo utilizzo possa proteggere l’utente sul posto di lavoro. Nella stessa direttiva possiamo verificare il significato di DPI: “qualsiasi dispositivo destinato a essere indossato o tenuto dal lavoratore per proteggersi da uno a più rischi suscettibili di minacciare la sua sicurezza o la sua salute sul lavoro”.

Sgancio rapido, corda e ancoraggio

Uno strumento così importante non può che essere affiancato da altri strumenti che permettono una solida resistenza e aiutano a completare la sua funzione. Primo fra tutti è il casco. Ogni volta che s’indossa un’imbracatura il casco è obbligatorio utilizzarlo. Pensiamo ad esempio ad una caduta con effetto pendolo, quindi ad una caduta che provocherebbe una non stabilità della posizione dell’utente, le conseguenze che potrebbe causare se non s’indossasse il casco. Questo risulta essere solo uno dei tanti esempi che possiamo citare.
Il punto di ancoraggio: si tratta del punto in cui il sistema anticaduta è collegato in modo sicuro. La scelta del punto di ancoraggio è fondamentale per la sicurezza dell’utente. In base alla struttura disponibile, varia il tipo di ancoraggio il quale dovrà essere scelto in base al lavoro da svolgere e soprattutto al tipo di DPI utilizzati. Con questo strumento si può verificare la resistenza dell’ancoraggio e che esso sia in grado di sopportare il peso dell’utente e le varie manovre. La regola generale ci dice che un punto di ancoraggio non deve avere una resistenza inferiore a 1000kg per ogni operatore collegato ad esso.
In ogni imbracatura possiamo notare i vari anelli a “D” che sono, appunto, gli anelli di ancoraggio che servono a creare i vari collegamenti con gli altri strumenti, punto di ancoraggio fisso e fune in primis.
La fune è un altro strumento collegato all’imbracatura. Questo elemento collega l’utente, attraverso l’imbracatura, al punto di ancoraggio. In base al lavoro da svolgere si sceglierà la fune più adatta per avere una garanzia in caso di caduta dall’alto. Su ogni ambiente di lavoro è importantissimo verificare ciò che ci circonda, come ad esempio al presenza di spigoli. Una buona scelta della fune ne comporta una garanzia di sicurezza quando ci troviamo a volgere lavori che potrebbero danneggiare la fune stessa, ad esempio lavorare vicino a fonti di calore o in ambienti a rischio chimico.
L’imbracatura anticaduta, insieme tutti gli elementi utili al suo buon utilizzo, è una protezione che, in caso di caduta, evita i danni corporali ma salva la vita delle persone.

Le migliori imbracature antinfortunistiche



Per ogni lavoro da realizzare è necessario fare una scelta che si basa sulla conoscenza del prodotto. Se non è informati o preparati sull’argomento, rivolgersi a persone competenti e preparate può compensare questa lacuna. Il mercato offre una vasta gamma di modelli, alcuni persino personalizzati proprio per il loro tipo di utilizzo. Se si deve lavorare in quota, quindi sui tetti o sui ponteggi, per evitare cadute dall’alto, l’imbracatura deve avere le seguenti caratteristiche:
 • L’anello a D di ancoraggio
• Punti di ancoraggio anteriori utilizzati per l’accesso, il sollevamento o durante le eventuali fasi di ricupero.
• La regolazione delle bretelle e dei cosciali per una migliore protezione.
• Fibbie o anelli atti ad assicurare le attrezzature necessarie al lavoro.

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