I guanti antinfortunistici sono un Dispositivo di Protezione Individuale molto importante per i lavoratori, in quanto, ben il 60% degli infortuni ed incidenti che avvengono sul posto di lavoro, riguardano proprio gli arti superiori.

 

Le mani sono sicuramente la parte del corpo più a rischio infortuni, dato che sono certamente le più utilizzate durante nello svolgimento del lavoro, soprattutto per alcune categorie, come gli operai, i tecnici nei laboratorio, gli artigiani e in tanti altri settori.

Va da sé come i guanti da lavoro diventino un accessorio fondamentale per non rischiare di incorrere in incidenti e, infatti, vengono disciplinati da tutta una serie di Normative che ne regolano i requisiti e le caratteristiche.

 

Quali sono i rischi per le mani durante lo svolgimento del lavoro?

 

Ogni tipologia di lavoro pone il lavoratore a rischio di uno o più pericoli specifici, in base ai quali, verrà scelto il giusto guanto da lavoro.

 

Prima di tutto, bisogna considerare le diverse categorie di rischio che esistono, suddivise in base alla valutazione di grado di rischio al quale il lavoratore è esposto.

 

Le categorie di rischio sono:

 

-       Categoria 1, riferita a rischi minimi. Questa categoria di guanti da lavoro deve proteggere i lavoratori che non corrono rischi particolarmente elevati per i loro arti, come ad esempio quelli da giardinaggio;

-       Categoria 2, riferita a rischi medi. Questa categoria di guanti da lavoro deve proteggere lavoratori che svolgono lavori che li pongono verso rischi non troppo gravi, come quelli permanenti o, il rischio estremo di morte;

-       Categoria 3, riferita a rischi irreversibili. Questa categoria di guanti da lavoro deve proteggere i lavoratori che operano in ambienti che li pongono a rischi molto elevati, come nell’industria chimica o in settori dove si è esposti al calore, al pericolo di taglio. Tutte queste condizioni possono portare il lavoratore a un rischio elevatissimo, che può sfociare addirittura anche nel perdere la vita.

 

A queste categorie di rischio è associato un pittogramma, cioè un simbolo obbligatorio per legge, seguito da una serie di numeri che rappresentano le categorie secondo le quali sono graduati i guanti da lavoro. I numeri sono assegnati in relazione ai test a cui vengono sottoposti i guanti e, normalmente, sono in una scala da 0 a 5, dove il 5 rappresenta il livello massimo di prestazione.

 

Come abbiamo detto, le categorie di rischio sono collegate alle specifiche mansioni e pericoli che queste comportano.

Più in particolare, i rischi in cui può incorrere il lavoratore, che prevedono l’utilizzo dei guanti da lavoro sono:

 

-       rischi chimici, provocati dalla possibilità di entrare in contatto diretto con sostanze che possono essere dannose e tossiche;

-       rischi meccanici, riferiti alla possibilità di incorrere in abrasioni, perforazione e tagli;

-       rischi elettrici, cioè di esser esposti a tensione elettrica o cariche elettrostatiche;

-       rischi da radiazioni;

-       rischi biologici, nel caso in cui si ponga il pericolo, ad esempio, di una contaminazione da batteri.

 

Dato l’elevato numero di situazioni e mansioni in cui gli arti superiori del lavoratore possono essere esposti a pericoli, più o meno gravi, si capisce l’importanza di un attento controllo di ciò che si va ad acquistare.

 

Tutti i guanti di protezione devono riportare la marcatura che specifica i suoi requisiti e il marchio di conformità CE: inoltre, tutti i guanti da lavoro devono essere dotati di una nota informativa che specifichi i dati dell’azienda produttrice, il codice del prodotto, il suo nome, le taglie e le istruzioni.

 

Le Normative in materia di guanti di protezione

 

Riportiamo di seguito tutte le Normative che attualmente vanno a disciplinare la progettazione, l’utilizzo e la vendita dei guanti antinfortunistici.

 

-       La Normativa UNI EN 420 stabilisce tutti i gli standard di progettazione, i requisiti generali, l’efficienza e la composizione dei guanti protettivi;

-       -La Normativa UNI EN 388:2016, impone l’obbligo, per la protezione dei rischi meccanici, che i guanti antinfortunistici riportino un numero da 0 a 4, che indica il livello di resistenza che questo ha rispetto al rischio di abrasione, perforazione, lacerazione e taglio;

-       La Normativa UNI EN 374, impone l’obbligo, per la protezione dal rischio di contatto con agenti biologici, che i guanti da lavoro siano totalmente impermeabili, in modo da non permettere ad eventuali sostanze nocive, di penetrare fino alla pelle;

-       La Normativa EN 511 è riferita ai guanti di protezione dal freddo, che dovranno essere etichettati con le specifiche riferite alla resistenza al rischio di freddo convettivo, al freddo da contatto e all’impermeabilità all’acqua;

-       La Normativa EN 407, disciplina i requisiti minimi che devono avere i guanti da lavoro che proteggono dal calore. Nello specifico, obbligano a porre sul dorso del guanto una cifra da 0 a 6 che indica il livello di resistenza verso: l’infiammabilità, il calore da contatto, il caldo convettivo, il calore radiante, da spruzzi contenuti di metallo fuso e da  grandi proiezioni di metallo fuso;

 

Come scegliere i guanti di protezione da lavoro?

 

Alcuni consigli da tenere a mente quando si devono acquistare i guanti antinfortunistici sono:

 

-       acquistarli sempre, anche quando c’è un rischio anche minimo di essere esposti a una delle situazioni di pericolo segnalate in precedenza;

-       proteggere non solo le mani ma anche l’avambraccio se si utilizzano sostanze particolarmente pericolose o tossiche;

-       controllare, prima di ogni utilizzo, che i guanti antinfortunistici siano integri;

-       scegliere la taglia più idonea in modo da non rischiare che il guanto scivoli o sia troppo stretto;

-       sostituire regolarmente i guanti.

 

Le diverse tipologie di guanti antinfortunistici

 

 Come abbiamo visto, i guanti da lavoro proteggono verso diversi rischi nei quali può incorrere un lavoratore ed esistono anche Normative specifiche che ne disciplinano la produzione e l’utilizzo.

 

Per questo, ogni lavoro prevede una tipologia di guanto specifica, in grado di garantire ad ognuno, in base al proprio settore, la giusta protezione.


Vediamo nello specifico le principali tipologie di guanti da lavoro.

 

Guanti in Nitrile

 

I guanti in Nitrile sono i più utilizzati, poiché, oltre ad essere poco costosi, possono essere adatti sia a contesti lavorativi che hobbistici.

 

Il Nitrile va a ricoprire sia la punta delle dita che il palmo del guanto, dimostrandosi antiscivolo, oltre che garantire una protezione antigraffio e una leggera impermeabilità e protezione dalle perforazioni.

 

Guanti in Maglia Metallica

 

I guanti in maglia metallica sono utilizzati soprattutto per chi opera nella lavorazione della carne, settore sempre a contatto con lame, che possono portare a conseguenze molto gravi, come l’amputazione involontaria delle dita. Per questo, utilizzare guanti che sono costituiti da anelli che formano una maglia metallica, diventa fondamentale per proteggersi: può essere utile, in questi casi, utilizzare anche una protezione per l’avambraccio.

 

Guanti Antitaglio

 

Come previsto dalla Norma EN 388, i guanti antitaglio vanno a proteggere il lavoratore da rischi meccanici, garantendo un livello di protezione massimo.

Sono indicati in molti diversi settori, dai meccanici, agli operai che utilizzano attrezzature come motoseghe, ed è fondamentale che siano perfettamente aderenti alla mano, con una ottima presa.

 

Guanti in Pelle

 

I guanti in pelle sono molto utilizzati, soprattutto in settori come quello della carpenteria o quello metalmeccanico.

Esistono diversi tipi di guanti in pelle, ma i più venduti sono:

-       i guanti in pelle fiore;

-       i guanti in pelle e crosta, cioè scamosciati, con il dorso in crosta, utilizzati soprattutto in estate, perché più traspiranti rispetto a quelli in pelle fiore, però meno resistenti.

 

Guanti Termici

 

I guanti termici devono garantire l’isolamento termico e sono quindi obbligatori per chi lavora in ambienti particolarmente freddi, come le celle frigo.

 

Come abbiamo visto in precedenza, i guanti termini devono rispettare la Norma EN 511, che identifica tre livelli del guanto termico, in relazione a tre fattori che ne definiscono le funzionalità, cioè la protezione dal freddo convettivo, dal contatto e l’impermeabilità.

 

Guanti Impermeabili

 

Come abbiamo visto, i guanti impermeabili sono obbligatori quando c’è il rischio che la pelle entri in contatto con sostanze pericolose o tossiche. A seconda del grado di protezione di cui necessita il lavoratore, la barriera che il guanto offre può essere più o meno spessa.

 

Guanti da Elettricista

 

I guanti da elettricista devono, ovviamente, proteggere il lavoratore dal rischio più pericoloso nel quale può incorrere, cioè quello di scariche elettriche.

Per questo, esistono sei diversi tipi di guanti da elettricista, che proteggono in relazione a diverse tensioni, fino a un massimo di 3600 V.

 

Guanti Monouso

 

I guanti monouso sono molto elastici ed impermeabili.

Sono particolarmente adatti per chi maneggia materiale biologico, quindi in settori come quello sanitario, farmaceutico, ma anche quello estetico.

Possono essere in Nitrile o in Lattice pesante e garantiscono una elevata protezione.